Procedura segnalanti (Whistleblowing)

  1. CONTESTO NORMATIVO

Il presente documento è redatto in conformità alla legge 30 novembre 2017, n. 179 recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato” (c.d. whistleblowing).

Più nel dettaglio, la nuova disposizione è intervenuta a modificare lart. 54 bis del d.lgs. n. 165/2001 in materia di pubblico impiego, ivi stabilendo una regolamentazione a tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti.

Ai sensi del citato art. 54 bis, comma 2, deve intendersi per dipendente pubblico, “il dipendente delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, ivi compreso il dipendente di cui all'articolo 3, il dipendente di un ente pubblico economico ovvero il dipendente di un ente di diritto privato sottoposto a controllo pubblico ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile”.

I dipendenti di Veneto Innovazione sono dunque ricompresi nel perimetro procedurale e di tutele creato dalla disposizione in esame.

In considerazione della natura di società a controllo pubblico di Veneto Innovazione, la presente procedura si conforma al disposto del nuovo art. 54bis del d.lgs. n. 165/2001 e va ad integrare il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (P.T.P.C.T.),

  1. SCOPO DELLA PROCEDURA

Il presente documento è finalizzato a identificare in maniera facilmente accessibile le modalità di segnalazione di illeciti o irregolarità realizzate nellambito della Società, a disposizione di chi ne sia venuto a conoscenza in ragione dei rapporti che intrattiene con essa.

Esso mira a rimuovere i fattori che possano ingenerare timori di ritorsioni in esito allavvenuta segnalazione, circoscrivendo parimenti ciò che è da intendersi quale segnalazione degna di attenzione e di tutela del segnalante, da ciò che invece non lo è in quanto costituisce a titolo esemplificativo mera diceria e può assumere le caratteristiche della calunnia o della diffamazione.

  1. CHI PUO’ EFFETTUARE LA SEGNALAZIONE

Il Segnalante o Whistleblower può essere un dipendente o un collaboratore di Veneto Innovazione S.p.A., qualunque sia la natura del rapporto giuridico intercorrente (rapporto di lavoro a tempo determinato, indeterminato, collaborazione a progetto etc).

Possono effettuare segnalazioni altresì i soggetti che effettuano prestazioni di lavoro autonomo a favore della Società, nonché i lavoratori ed i collaboratori delle imprese fornitrici di beni e servizi.

Allo scopo di favorire la conoscenza di tale facoltà, la Società pubblica sul proprio sito internet la presente procedura dandone massima diffusione nei rapporti con i propri fornitori, nonché la trasmissione di copia a tutti i dipendenti.

  1. LA SEGNALAZIONE ED IL SUO CONTENUTO

La segnalazione deve riguardare fatti illeciti accaduti all’interno della Società o comunque relativi ad essa e dei quali il segnalante sia venuto a conoscenza a causa, in occasione o durante lo svolgimento della propria attività professionale.

Non costituisce oggetto di segnalazione e non verranno prese in considerazione le lamentele personali, né la diceria o il sospetto.

Non saranno parimenti considerate nell’ambito della presente procedura le rimostranze di carattere personale o le rivendicazioni che rientrano nella disciplina del rapporto di lavoro col superiore gerarchico o con i colleghi, per i quali si rinvia ai normali canali di comunicazione aziendale e giuslavoristica.

Le segnalazioni possono riguardare condotte (commissive od omissive) che costituiscono:

  1. una delle fattispecie di reato prevista dal MOG 231 della Società;
  2. una diversa fattispecie di reato;
  3. una irregolarità o un abuso non costituente reato;
  4. una fattispecie sanzionabile disciplinarmente;
  5. un pregiudizio per la Società;
  6. un pregiudizio per l’ambiente, per la salute dei cittadini o dei lavoratori.
  1. MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA SEGNALAZIONE

Le segnalazioni devono essere effettuate compilando il Modulo pertinente il tipo di segnalazione degli illeciti, reso disponibile sul sito istituzionale di Veneto Innovazione, Sezione “Società Trasparente” sotto-sezione “Altri contenuti-Whistleblowing”.

Il Modulo, compilato, dovrà essere indirizzato al Responsabile della prevenzione della corruzione e

inviato in doppia busta chiusa[1] al seguente indirizzo:

Responsabile della prevenzione della corruzione.

c/o Veneto Innovazione S.p.A.

Via Ca’ Marcello 67/d

30172 Venezia Mestre

 

Alternativamente all’invio postale, il segnalante può trasmettere – senza garanzie di anonimato – all’Organismo di Vigilanza ex 231/2001 la propria segnalazione, utilizzando uno degli allegati schemi, attraverso l’invio di una email all’indirizzo: odv@venetoinnovazione.it. In tal caso l’Organismo di Vigilanza trasmette immediatamente la segnalazione al RPCT, salvo che questa riguardi lo stesso RPCT.

Resta ferma la facoltà e/o l’obbligo nei casi di legge, di effettuare la segnalazione direttamente all’ANAC, all’Autorità Giudiziaria o alla Corte dei Conti.

  1. GESTIONE DELLE SEGNALAZIONI

Il RPCT e l’OdV che ricevono la segnalazione costituiscono il “Team Whistleblowing” (TWB). Il TWB vaglia in via preliminare i contenuti della segnalazione.

Laddove ravvisi l’inconferenza della segnalazione a norma della presente procedura o la sua manifesta infondatezza, provvede ad archiviarla.

Qualora il TWB ritenga la probabile sussistenza di fattispecie di reato, ne dà immediata comunicazione all’Autorità Giudiziaria e ne valuta prudentemente la trasmissione all’Amministratore Unico, all’ANAC ed alla Corte dei Conti.

Nell’ipotesi in cui non vi sia la probabile sussistenza di una fattispecie di reato, il TWB procede ad una prima valutazione dei fatti, da concludersi, di norma, entro 90 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione. L’istruttoria si svolge nel rispetto dei principi di imparzialità e riservatezza, con il compimento delle attività che il TWB riterrà opportune, inclusa l’audizione personale del segnalante (laddove possibile) e di altri soggetti che possano riferire sui fatti oggetto di segnalazione, con l’adozione delle necessarie cautele. Il TWB procederà alla verbalizzazione degli eventuali incontri.

Nell’ipotesi in cui, all’esito dell’istruttoria compiuta, il TWB ravvisi l’infondatezza della segnalazione, può procedere alla sua archiviazione.

Nel caso emergano invece elementi di non manifesta infondatezza di fattispecie di reato, il TWB trasmette gli atti all’Autorità Giudiziaria e ne valuta prudentemente l’invio all’Amministratore Unico, alla Corte dei Conti ed all’ANAC.

Laddove il TWB ravvisi la fondatezza della segnalazione ma la non sussistenza di fattispecie di reato, valuta prudentemente la trasmissione all’Amministratore Unico, alla Corte dei Conti ed all’ANAC, per eventuali profili di responsabilità disciplinare e/o contabile.

I dati e i documenti oggetto della segnalazione sono trattati nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali, sono custoditi sotto la responsabilità del RPCT e sono sottratti al diritto di accesso agli atti ex art. 22 e ss. della l.n. 241/90. Gli stessi dati, inoltre, non possono essere oggetto di richiesta di accesso civico previsto dal d.lgs. 33/2013 e s.m.i., trattandosi di elementi che possono comportare un pregiudizio concreto alla tutela dell’interesse privato della libertà e segretezza della corrispondenza, espressamente esclusi dall’accesso dall’art. 5 bis, del medesimo decreto legislativo.

Il RPCT informa il segnalante, anche mediante l’utilizzo di strumenti informatici, in ordine all’esito delle indagini avviate a fronte della segnalazione, pure in caso di archiviazione.

  1. AMBITI DI TUTELA DEL SEGNALANTE

L’identità del segnalante è tutelata in tutte le fasi della procedura sopra descritta, essa non può essere rivelata senza il suo consenso.

Nell'ambito dell’eventuale procedimento penale che dovesse essere avviato a seguito della segnalazione, l'identità del segnalante è coperta dal segreto nei modi e nei limiti previsti dall'articolo 329 del codice di procedura penale.

Nell'ambito dell’eventuale procedimento dinanzi alla Corte dei Conti, che dovesse essere avviato a seguito della segnalazione, l'identità del segnalante non può essere rivelata fino alla chiusura della fase istruttoria.

Nell'ambito dell’eventuale procedimento disciplinare che dovesse essere avviato a seguito della segnalazione, l'identità del segnalante non può essere rivelata, ove la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione, anche se conseguenti alla stessa. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione e la conoscenza dell'identità del segnalante sia indispensabile per la difesa dell'incolpato, la segnalazione sarà utilizzabile ai fini del procedimento disciplinare solo in presenza di consenso del segnalante alla rivelazione della sua identità.

I dipendenti che abbiano effettuato segnalazioni non possono essere sanzionati, demansionati, licenziati, trasferiti, o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro determinata dalla segnalazione.

L'adozione di misure ritenute ritorsive, nei confronti del segnalante è comunicata in ogni caso all'ANAC dall'interessato, dalle organizzazioni sindacali o dal RPCT.

Il segnalante che sia licenziato a motivo della segnalazione è reintegrato nel posto di lavoro ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23.

Il licenziamento ritorsivo o discriminatorio del soggetto segnalante è in ogni caso nullo. Sono altresì nulli il mutamento di mansioni ai sensi dell'articolo 2103 del codice civile, nonché qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata nei confronti del segnalante.

Le tutele di cui al presente articolo non sono garantite nei casi in cui sia accertata, anche con sentenza di primo grado, la responsabilità penale del segnalante per i reati di calunnia o diffamazione o comunque per reati commessi con la denuncia di cui al comma 1 ovvero la sua responsabilità civile, per lo stesso titolo, nei casi di dolo o colpa grave.

Le segnalazioni intenzionalmente non veritiere e/o effettuate in mala fede a scopo vessatorio o emulativo potranno dar origine a procedimenti disciplinari a carico del dipendente segnalante.

  1. DISCIPLINA DEL SEGRETO

Nelle ipotesi di segnalazione o denuncia effettuate nelle forme e nei limiti di cui alla presente procedura, il perseguimento dell'interesse all'integrità delle amministrazioni, pubbliche e private, nonché alla prevenzione e alla repressione delle malversazioni, costituisce giusta causa di rivelazione di notizie coperte dall'obbligo di segreto di cui agli articoli 326, 622 e 623 del codice penale e all'articolo 2105 del codice civile.

Quanto sopra non si applica nel caso in cui l'obbligo di segreto professionale gravi su chi sia venuto a conoscenza della notizia in ragione di un rapporto di consulenza professionale o di assistenza con l'ente, l'impresa o la persona fisica interessata.

Quando notizie e documenti che sono comunicati all'organo deputato a riceverli siano oggetto di segreto aziendale, professionale o d'ufficio, costituisce violazione del relativo obbligo di segreto la rivelazione con modalità eccedenti rispetto alle finalità dell'eliminazione dell'illecito e, in particolare, la rivelazione al di fuori del canale di comunicazione specificamente predisposto a tal fine.

 

[1] La seconda busta dovrà essere sigillata ed indirizzata al “Responsabile della prevenzione della corruzione” e con la dicitura “riservato non aprire”. e non vi dovranno essere riferimenti che permettano di risalire all’identità del mittente

Data di ultima modifica: 13/02/2020

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